Benvenuta primavera!

By cacciatrice

Venerdì, Marzo 21st, 2008 | Senza categoria | 22 commenti

Spring Flower 
Spring

… è sempre un piacere dormire poco (e male), soffrire d’inappetenza negli orari giusti e sentirsi affamati in quelli più improbabili, non sapere che tipo di abbigliamento sarebbe opportuno indossare al mattino e starnutire/stropicciare gli occhi ogni 3×2.

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NON MI PUÒ SFUGGIRE…

By cacciatrice

Venerdì, Febbraio 22nd, 2008 | Senza categoria | 30 commenti

… e quindi non sperarci neanche.
Felice genetliaco vecchio mio! ( zosimo )
E succhiamelo!

 

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CHE BUFALA!

By cacciatrice

Venerdì, Febbraio 1st, 2008 | Senza categoria | 59 commenti

L’altra sera, tornando dall’ufficio mi son fermata dal mio macellaio di fiducia.
Ero stata anche fortunata a non fare attesa prima d’essere servita.
Ordino le mie solite cosine, un po’ di trita per fare il sugo, un etto di crudo da spiluccar coi grissini, un salamino pasta fine che mi era stato fatto passare sotto il naso e che dal profumo non potevo proprio lasciar lì ed un paio di bistecchine che è un po’ che non ne mangio.
L’essenziale insomma, senza lasciar giù il portafogli in cassa ma senza neanche far finta di comprare.
Entra una Signora, ed il commesso tra una chiacchera e l’altra le dice:
- Mi sono arrivate delle belle bufale fresche fresche, e sono in offerta. Gliene do una?
– Ah no eh?!? Non la voglio mica neh? Chissà cosa mangiano quelle bestie lì con la sporcizia che c’è a Napoli. Voglio mica rischiar la vita!
Ero già in cassa, stavo pagando, ma non ho potuto trattenermi.
-La dia a me per piacere, che ho giusto giusto voglia di mangiarmi una bella bufala stasera!
Mi riavvicino al banco e con la coda dell’occhio vedo la Signora che mi guarda, con un’espressione inorridita.
Chissà cosa sta pensando…
Forse “Poverina, è proprio ignorante. Come può non aver sentito niente di quel che succede a Napoli?…” .
Buffo, è più o meno quel che ho pensato anche io…
Di lei.
Agguanto la mia bufala , mi volto e le sorrido.
L’espressione inorridita si trasforma in offesa.
Torno in cassa, pago e me ne vo. Sulla via di casa sto già pregustando la cena.
Tiro fuori dal frigo una confezione di ciliegini ma poi la rimetto a posto.
Una bufala la si deve gustare da sola senza null’altro che ti possa distrarre.
Apro il sacchetto e lascio scolare tutto il siero. La mangerò tutta, è deciso.
È bellissima! Tonda, piena, un po’ rugosetta per la lavorazione a mano, bianca, profumata.
Il piatto è pronto ad accoglierla.
Coltello e forchetta dopo una prima lieve resistenza affondano come in un panetto di burro fresco.
Porto alle labbra il primo boccone e… meraviglia!
Il palato si riempie di quel gusto morbido, cremoso, inconfondibile, unico.
La gusto con calma, boccone per boccone. Mi si squaglia letteramente in bocca!
Ogni tanto mi incanto a guardare una goccia di latte che trasuda dalle pieghe del suo cuore burroso.
Ad un tratto un pensiero mi distrae:
“Chissà se col crollo della vendita delle bufale l’allevatore, oltre a pagare il pizzo alla camorra, riuscirà a pagare la tassa per lo smaltimento differenziato dei rifiuti che finalmente qualcuno s’è accorto sia indispensabile avviare anche in Campania…”
“Chissà se coloro che si lascian prendere dall’allarmismo sulla qualità della mozzarella di bufala si accorgeranno che la vera immondizia, quella tossica, quella che il telegiornale non ti serve all’ora di cena mentre sei seduto a tavola, sono anni ed anni che è sepolta un po’ qui ed un po’ la e forse, i danni che doveva fare, li ha già ampiamente fatti.”
Ma è solo un attimo, e mi riprendo subito.
Perchè impelagarsi in questi sofismi ecologico-economici quando si ha davanti a se una meraviglia gastronomica del genere?
Pagata poi una sciocchezza.
Il mio palato ringrazia.
Il mio stomaco anche.
Il mio portafogli pure.
Il negoziante è soddisfatto di esser finalmente riuscito a vendere una bufala.
La Signora è contenta di non rischiare la vita mangiando una mozzarella campana e non si accorge, o forse non vuole accorgersi, che rischia molto di più ad attraversare la strada sulle strisce pedonali, col verde, a Milano.
E l’allevatore di bufale? Chissà se lui è contento…
Forse… anchenò.
Ma non è un problema mio.



Forse.

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Grido con forza…

By cacciatrice

Giovedì, Novembre 29th, 2007 | Senza categoria | 107 commenti

… stop alla violenza!
Al mio personalissimo ritmo bio-calendariologico.
Mai come in questi ultimi giorni mi sento violentata.
Perché la violenza non è solo quella fisica, ma anche quella psicologica e lungi da me il pensiero di volerne fare la hit parade della gravità.
Perché sono gravi entrambe allo stesso modo, come qualsiasi altro tipo di violenza.
Ma entriamo un po’ più nel merito e parliamo del Natale.
Ah, il Natale!
Ma che bella ricorrenza!
Dunque, il Natale, da che mondo è mondo, è una festività che cade non prima del 24 dicembre sera e non più tardi del 25 dicembre.
E ribadisco non prima e non dopo.
E già è una festività che mi mette addosso una tristezza infinita,
e già il fatto che ci sia chi la festeggia il 24 e chi il 25 me la fa durare anche troppo,
e già devo fare i regali, (sennò che Natale è?!?)
e già devo ricevere i regali, (sennò che Natale è?!?)
e già mi devo lambiccare il cervello per inventarmi ogni anno un regalo originale per ogni persona a cui lo faccio,
e già devo pure tenere a mente quali sono stati i regali degli anni precedenti per ognuna di queste persone,
e già mi devo subire la corsa all’acquisto, le orde barbariche che affollano strade e vie, la ressa nei negozi e i prezzi folli,
e già mi devo preparare all’interpretazione del ruolo di “donna più entusiasta della galassia” per quel che riceve, (non fa nulla se si tratta dell’ultimo coloratissimo modello del guanto da forno in coordinato col grembiule da cucina, lo strofinaccio per i piatti e la presina per le pentole della più infima delle industrie tessili cinesi)
e già che ti è già che ti è già… perché me lo volete propinare più del dovuto, mi domando?!?
Nessuno si è accorto che la tortura non è solo un atto riprovevole per principio ma anche un reato punibile per legge?
Settimana scorsa uscendo dal metrò e passando di fianco alla profumeria all’angolo del palazzo dove lavoro ho rischiato di fare un frontale con un albero di Natale, con tanto di fiocchi, palle, addobbi e lucine (accese aggiungo, alle 9,00 del mattino, alla faccia del risparmio energetico).
Era lunedì mattina ed ero già depressa di mio per la settimana di lavoro appena iniziata e questa visione non ha fatto altro che darmi il colpo di grazia.
Entro in ascensore, e tra i sudori freddi mi faccio venire un attacco d’ansia perché, porca zozza, è già Natale, non ho ancora pensato ai regali, non li ho ancora scelti, non li ho ancora trovati, non li ho ancora comprati, ma soprattutto non ho ancora neanche pensato ad accantonare i soldi per farli!!!
E i bigliettini?
I pacchetti?
O, mamma cara, come farò?!?
Terrorizzata scappo alla scrivania e controllo il calendario.  
Il 26 novembre.
Ah, ecco!
(che poi in realtà ho pensato “mavvaffanculo”, solo che “ah, ecco” fa più Pràva Pèlla Pàmpina, tu meritare pello regalo Natale, ja?)!
Mi tranquillizzo, ma quei 5 minuti di panico m’hanno levato 2 anni di vita.
Perché?
Perché ho lasciato che la semplice visione di un albero di Natale mi scombinasse così il bioritmo?
Perché chi ha esposto l’albero di Natale il 26 novembre ha tentato di defraudarmi di un mese di vita e di proiettarmi di prepotenza un mese nel futuro?
Forse perché iniziando prima l’angoscia dell’adempimento dei doveri natalizi viene spalmata su più giorni e risulta “diluita”?
Ma-anche-nò, dico io! Non mi stai diluendo un bel niente, anzi!
Inizi a condizionarmi prima —> l’angoscia dura più giorni —> soffro più a lungo!
Asssassino!
Mostro!
Cazzo!
Lasciami vivere il Natale quando piace a me! E cioè A NATALE!
E il 24 sera, se tirerò mezzanotte… – Buon compleanno Gesù!
Poi però a nanna!
ZZZZZzzzz…

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Buon CompleMUUUUUUUUUUUUUU!

By cacciatrice

Martedì, Settembre 4th, 2007 | Senza categoria | 12 commenti

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La fidelizzazione

By cacciatrice

Mercoledì, Agosto 22nd, 2007 | Senza categoria | 189 commenti

Giusto ieri ero lì davanti al piccì indecisa se loggarmi o anchenò… che c’avevo un ghezz da fare ma potevo tranquillamente farlo altrove (e non pensare d’esser sempre nei miei pensieri nanassa, che è un caso se ho usato sta parola, e poi cambia nick!) ed alla fine ho deciso di comparire.
E… merDaviglia delle merDaviglie mi sono (mica subito neh) accorta della succosa novità: l’ampliamento dei dettagli del profilo utente (con l’aggiuta dei punti KARMA).

Ora non starò a dilungarmi in proteste sulla negata libertà d’espressione (negata dall’opzione data dalle risposte pilotate – che io volevo avere un singolo occhio di colore arancio al centro della fronte ma non è previsto e poi volevo mettere il numero preciso di capelli che ho in testa, col relativo nome di ognuno ma neanche questo è previsto) perchè non vorrei tediare nessuno.

Non posso però esimermi dal protestare con veemenza sulla negata possibilità di convertire i punti karma, guadagnati con sacrificio, fatica, sudore e sangue in ricchi premi.

La fidelizzazione della Clientela è ormai una filosofia di vita in tutte le più grandi aziende, dai supermercati alle compagnie aeree, dai distributori di carburante ai gestori di telefonia.
Ed è una filosofia che paga!

Chi non ingrasserebbe 15 kgs in 3 settimane rimpinzandosi di merendine pur di ottenere il coprimaterasso di quella simpaticona di Titty?
Chi non rinuncerebbe a 3 ore di sonno a notte per girellare in macchina per i quartieri più malfamati pur di ottenere la serie completa in dvd delle repliche di Unomattina con Luca Giurato?
Chi farebbe a meno di chiamare dal cellulare 20 volte al giorno l’ora esatta (a pagamento) per fregiarsi del prestigioso servizio di tazze da tisana (diuretica sennò non vale) rigorosamente made in China?

E dunque Signori miei mi chiedo: perchè in questo sito tutto ciò non è previsto?
Pensateci bene!

Quale profonda soddisfazione si potrebbe trovare nel rompere un piatto con l’immagine di Altrove al primo ghost?
Quale intimo godimento nel lasciarsi sfuggire la caraffa con la foto di giulia65 al primo ban?
Quale dirompente gioia nell’immergere il mestolo con il ritratto di max.favilli in acqua bollente per testare la salatura dell’acqua della pastaSSiutta?

Eppure tutto ciò ci è stato brutalmente negato!
Che dire davanti a questa ingiustizia? E che fare?
Il sollevamento popolare diventa un DOVERE MORALE!

(e non venite a raccontarmi che non siete d’accordo perchè non ci credo!)

Ps: e per premiare (nel mio piccolo) quel gran figo di AcidJS che ha avuto l’idea geniale della bambolina woo-doo inserisco un sottofondo musicale:
Karma chameleon.mp3

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AGGIUNGI UNA SCODELLA A TAVOLA!

By cacciatrice

Lunedì, Agosto 6th, 2007 | Senza categoria | 55 commenti

OVVERO… DEL PERCHÈ ACCETTARE I REGALI FRATERNI COL BENEFICIO D’INVENTARIO.

L’altra sera ero bella impegnata alla conquista del mondo durante la mia ennesima partita ammazzanoia ad Age of Empire e squilla il telefono: Chi sei? Ohibò, mio fratello!
Io e lui… ecco… siamo talmente affiatati che ogni tanto è necessario che qualcuno ci ricordi di non essere figli unici…
Ma questa è un’altra storia.
Comunque dopo i convenevoli di rito se ne esce con una frasona ad effetto che mi lascia di stucco:
-Una di queste sere vengo a trovarti, che ho un regalo da darti!
La magagna c’è senz’altro, ma sul momento non indago oltre: perchè incazzarti oggi per ciò di cui ti potresti incazzare comodamente domani?
Poi, la sera dopo, si presenta a casa mia e…
Voilà il regalo:

-Sai… pensavo… magari a Morgana fa piacere avere compagnia!
-E poi averne uno oppure due è la stessa cosa, no?
-A te poi piacciono gli animali!
-Ed io non sono mai in casa… non posso dargli retta…

ECCACIERT! COME PUÒ NON FAR PIACERE A MORGANA AVERE IN GIRO PER CASA UNO SCONOSCIUTO CHE MANGIA LA SUA PAPPA, CAGA NELLA SUA SABBIA E SI SVACCA NEL SUO POSTO PREFERITO!
PER NON PARLARE DEI SIMPATICI ATTACCHI COMBO ZAMPATA+MORSO+ZAMPATA+ATTERRAMENTO CHE NON HO ANCORA CAPITO SE SIANO DEGLI INVITI AL GIOCO O L’ALLENAMENTO PRE FINALE MONDIALE DI WRESTLING PER PLAY STATION!

Ad ogni modo questa fetecchia di gatto è stato trovato settimana scorsa a girovagare affamato in un parco di Sesto San Giovanni.
Era completo di collarino rosa con strasse (ma dimmi tu se è possibile mettere un collarino con strasse ad un gatto masculo) e campanellino (che frantaglia gli zebedei ad ogni minimo movimento della sopracitata fetecchia ma almeno sai sempre dov’è e puoi prepararti agli agguati).
Mio fratello, che l’ha raccolto, ha pensato bene di rifilarmelo, completo di lettiera, scodella pappa e doppia scodella acqua (di cui si fotte ampiamente, visto che predilige usare tutto quel che è di Morgana).
Comunque, visto che il fetentone è stato al parco 3 giorni abbandonato e nessuno è venuto a cercarlo ne ha messo annunci di smarrimento… me lo tengo!
E lo chiamo… MERLINO, che mi pare piuttosto appropriato come nome, vista la guerra titanica che si svolge a casa mia da mane a sera!
E a settembre, appena torna la vete… zac zac!
Ma soprattutto… appena raggiungerà un peso consistente… tutti da me per la sagra del coniglio con le patate al forno! :)

Ps: caro fratello… la prossima volta che ti lambicchi il cervello nel tentativo di farmi un regalo non pensare che un bel gioiello o una bella borsa siano troppo banali… io adoro le cose banali!

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Alle 5 del mattino…

By cacciatrice

Martedì, Luglio 17th, 2007 | Senza categoria | Nessun commento

…chidda bottanazza della mia gatta suole farsi le unghiette ad una spanna dal mio naso, conciandomi le lenzuola (tutte, eccetto quelle non ancora battezzate) a mucchi di stelle filanti. È il suo dolce modo per avvertirmi che ha albeggiato da un pezzo ed ella (la bottanazza) vuol giocare. Io, con fare noncurante allungo la manina come a farle un grattino (invece – sorpresa delle sorprese – le ammollo una sonora sventola sul grasso popò) e la metto in fuga. Improvvisamente, per la bottanazza di cui sopra, la pallina torna ad essere relativamente allettante come trastullo. Poi, paciosa e serafica torno ad affaccendarmi tra sonore russate e bolle al naso che i cartoni jappo se le sognano. Son squarci di realtà che commuovono, nevvero?!? gh :D

 

Alle 6,00 del mattino invece… incomincia a scassare i maroni la new entry in famiglia: MERLINO!
Ma per questa fetecchia di gatto trovatello mi dilungherò in altro post.

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Ma vaffanSUV

By cacciatrice

Martedì, Luglio 3rd, 2007 | Senza categoria | 102 commenti

È arriva la bella stagione… e per chi ha la fortuna di avere una moto (di solito gli ometti) o un bel culo da poter usare come merce di scambio per un passaggio in sella (di solito le donne, meglio se alte, bionde, con gli occhi azzurri ed un bel paio di tette abbondanti e sode) la gitarella al lago od in montagna è quasi d’obbligo.
Fra l’altro con la moto un vantaggio non indifferente è sempre stato quello di poter schivare, con qualche manovretta accorta, tutto il brutto dell’imbottigliamento da rientro.
O almeno così pensavo io….
Ma i tempi cambiano Signori miei!
Allora, l’altro ieri ero di ritorno da un fine settimana fuori porta in zona passo dello Stelvio e imbocchiamo la superstrada che da Lecco porta giù a Milano.
Come previsto il passaggio dagli oltre 2700 metri del passo montano all’afa opprimente della pianura padana è quasi una discesa verso gli inferi per non parlare del fatto che è domenica, giornata che per sua natura implica il giramento di balle dovuto al fine settimana che volge al termine e che fa da preludio ad una ennesima triste e monotona 5 giorni di lavoro.
Ma pazienza, almeno non dovrò star lì 3 ore incastrata sotto il sole a succhiarmi esalazioni nocive dei tubi di scarico per tornare in città.
Ah no, eh?!?
E invece sì!
E perché?
Perchè qualche simpatico ingegnere (che senz’altro si muove in elicottero) s’è inventato il SUV, che domande!
Il SUV (acronimo che sta sicuramente per Solamente Una Vanità) per chi non ne avesse mai visto uno (impossibile) è una figura mitologica a 4 ruote, a metà strada tra una Jeep ed un Panzer della 2da Guerra Mondiale.
Date le caratteristiche sopraelencate si suppone sia adatto a trasportare svariate persone ed a viaggiare con totale nonchalance su terreni per lo più sconnessi o sterrati (strade di montagna ripide e sassose, mulattiere, sentieri non asfaltati, deserti, zone paludose etc etc…).
In sostanza è un ottimo mezzo se:
1- fai il ranger o la guida forestale (in Amazzonia però!)
2- fai il tuareg ma ti stan sulle balle i cammelli (oppure tu stai sulle gobbe a loro).
3- abiti a Vercelli e ti sei inventato uno sport tutto tuo: il surf in macchina dentro una risaia
4- hai una moglie, 2 figli e dato che sei un animalista convinto hai adottato una famiglia di San Bernardo a cui non vuoi far sentire troppo la nostalgia di casa e dunque li porti su al rifugio ogni sacrosanta domenica.
Comunque, io son lì che gongolo certa di poter spernacchiare tutti ed arrivare a casa in un attimo e invece mi ritrovo ferma in colonna.
In moto non è che c’hai la radio che ti possa distrarre, e poi è difficile fare conversazione col tuo casco, sicchè, non sapendo come passare il tempo ti butti sul classico, intramontabile giochino del “riconosci la targa”.
Allora già sei lì intutata di tutto punto con una temperatura esterna che tocca i 30 gradi, a cui si aggiunge un tasso di umidità del 95% che te li fa diventare magicamente 40, già l’allevamento di cozze che hai sotto le ascelle sta morendo di disidratazione (e l’impepata che hai progettato di mettere in tavola la sera te la scordi), già stai rischiando un collasso cardiocircolatorio più un tumore ai polmoni perché non è che i tubi di scarico buttino fuori Chanel n.5, già sta facendo capolino la depressione da inizio settimana e cosa scopri?
Che la distesa di cingolati che ti stanno incastrando lì nella maggior parte dei casi è targata Milano.
Milano, ti chiedi?
Sì, Milano!
E perché ti stupisci?!?
Milano, per i non autoctoni, ma soprattutto per i residenti ai quali fosse sfuggito tale dettaglio, è una deliziosa, ridente metropoli che può vantare il primato di essere tra le più cementificate d’Italia.
Milano geograficamente si colloca nel profondo buco del culo della pianura padana, e sottolineo pianura.
A Milano, c’è di tutto, ma strano a dirsi non ci sono mulattiere, nè dune (per ora) nè guadi (eccetto quello che si forma in viale Zara quando esplodono i tombini).
È vero, ci sono strade malconce che avrebbero urgente bisogno di una ripavimentazione fatta come Dio comanda, ma nulla di così intollerabile da non poter essere affrontato con una normale utilitaria, un po’ di prudenza ed un’andatura moderata!
Milano, essendo sovraffollata, ha il problema del traffico, che definire caotico significa usare un eufemismo gentile!
Milano non avendo una grande estensione territoriale deve fronteggiare l’ancor più grave problema della totale inadeguatezza dei parcheggi.
Ora, dati per assunti tutti questi presupposti, qualcuno è così gentile da spiegarmi cosa cazzo te ne fai di un SUV (che c’ha la stesso ingombro di un sottomarino nucleare) se vivi a Milano?!?
Ma subito pensi… magari il proprietario avrà una famiglia numerosa!
Eh certo, stipar la spesa settimanale dentro ad una Smart se hai moglie, 3 figli, la nonna, il cane, il gatto ed il criceto non è mica uno scherzo!
Vuoi dargli torto?!?
Naaaaaaaaaah!
Invece poi, quando riesci (facendo numeri da circo) ad affiancare il pachiderma di cui sopra, che ovviamente ha tutti i vetri diligentemente oscurati per impedire a chicchessia (eccetto l’elicottero della stradale che staziona 30 metri più su) di vedere qualsiasi cosa all’orizzonte e si guarda bene dallo stare un po’ a destra per consentire il passaggio a chi ce la potrebbe fare a sgusciare avanti, ti accorgi che guarda un po’, di occupante c’è solo il guidatore.
Tu ti aspettavi di guardare in faccia Walker Texas Ranger, il suo collega di colore, la sua morosa bionda, due delinquenti malmenati ed ammanettati dall’impavido eroe ed un alano appena salvato dall’abbandono estivo in autostrada e ti ritrovi a guardare in faccia il moccioso figlio di papà di turno che si è fatto regalare il macchinino all’ultima moda.
Eh d’altra parte il SUV fa figo, no?
Vorrai mica fartelo mancare, no?!?

E scusate tanto se mi girano!

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Ciao neh?

By cacciatrice

Mercoledì, Maggio 30th, 2007 | Senza categoria | 64 commenti

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