Monthly Archive for Ottobre, 2006

AUGURI, PAPY!!! (diably)

 

60 anni!!!!

sei un gran rompipalle, hai uno spirito di patata, sei pettegolo e petulante, un gran impiccione, un iroso, un  dormiglione…………………..

 

Però , se non ci fossi, dovrebbero inventarti!!!! ^______________________^

auguriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii 

L’angolo della Poesia :-D (diably)

L’uccello in chiesa

 

[recitata da Andrea Bocelli a Viva Radio2 il 13 marzo 2006]

 

 

Era d’agosto e un povero uccelletto,

 

ferito dalla fionda d’un maschietto,

 

andò, per riposare l’ala offesa,

 

sulla finestra aperta d’una chiesa.

 

 

Dalle tendine del confessionale

 

il parroco intravide l’animale

 

ma, pressato dal ministero urgente,

 

rimase intento a confessar la gente.

 

 

Mentre in ginocchio alcuni, altri a sedere

 

dicevano i fedeli le preghiere,

 

una donna, notato l’uccelletto,

 

lo prese al caldo e se lo mise al petto.

 

 

D’un tratto un cinguettio ruppe il silenzio e il prete a quel rumore

 

il ruolo abbandonò di confessore

 

e scuro in viso peggio della pece

 

s’arrampicò sul pulpito e poi fece:

 

 

“Fratelli, chi ha l’uccello, per favore,

 

esca fuori dal tempio del Signore.”

 

I maschi, un po’ stupiti a tal parole,

 

lenti s’accinsero ad alzar le suole.

 

 

Ma il prete a quell’errore madornale

 

“Fermi!”, gridò, “mi sono espresso male.

 

Rientrate tutti e statemi a sentire:

 

solo chi ha preso l’uccello deve uscire.”

 

 

A testa bassa, la corona in mano,

 

cento donne s’alzarono pian piano.

 

Ma mentre se n’andavano ecco allora che il parroco strillò:

 

“Sbagliate ancora! Rientrate tutte quante, figlie amate,

 

ch’io non volevo dir quel che pensate.”

 

 

“Ecco, quello che ho detto torno a dire:

 

solo chi ha preso l’uccello deve uscire,

 

ma mi rivolgo, non ci sia sorpresa,

 

soltanto a chi l’uccello ha preso in chiesa.”

 

 

Finì la frase e nello stesso istante

 

le monache s’alzaron tutte quante,

 

e con il volto pieno di rossore

 

lasciavano la casa del Signore.

 

 

“Oh Santa Vergine!”, esclamò il buon prete,

 

“Fatemi la grazia, se potete!

 

Poi: “Senza fare rumore dico, piano piano,

 

s’alzi soltanto chi ha l’uccello in mano.”

 

 

Una ragazza, che col fidanzato

 

s’era messa in un angolo appartato,

 

sommessa mormorò, col viso smorto:

 

“Che ti dicevo? Hai visto? Se n’è accorto!”

FILE AUDIO 

 

L’angolo della Poesia :-D (diably)

L’uccello in chiesa

 

[recitata da Andrea Bocelli a Viva Radio2 il 13 marzo 2006]

 

 

Era d’agosto e un povero uccelletto,

 

ferito dalla fionda d’un maschietto,

 

andò, per riposare l’ala offesa,

 

sulla finestra aperta d’una chiesa.

 

 

Dalle tendine del confessionale

 

il parroco intravide l’animale

 

ma, pressato dal ministero urgente,

 

rimase intento a confessar la gente.

 

 

Mentre in ginocchio alcuni, altri a sedere

 

dicevano i fedeli le preghiere,

 

una donna, notato l’uccelletto,

 

lo prese al caldo e se lo mise al petto.

 

 

D’un tratto un cinguettio ruppe il silenzio e il prete a quel rumore

 

il ruolo abbandonò di confessore

 

e scuro in viso peggio della pece

 

s’arrampicò sul pulpito e poi fece:

 

 

“Fratelli, chi ha l’uccello, per favore,

 

esca fuori dal tempio del Signore.”

 

I maschi, un po’ stupiti a tal parole,

 

lenti s’accinsero ad alzar le suole.

 

 

Ma il prete a quell’errore madornale

 

“Fermi!”, gridò, “mi sono espresso male.

 

Rientrate tutti e statemi a sentire:

 

solo chi ha preso l’uccello deve uscire.”

 

 

A testa bassa, la corona in mano,

 

cento donne s’alzarono pian piano.

 

Ma mentre se n’andavano ecco allora che il parroco strillò:

 

“Sbagliate ancora! Rientrate tutte quante, figlie amate,

 

ch’io non volevo dir quel che pensate.”

 

 

“Ecco, quello che ho detto torno a dire:

 

solo chi ha preso l’uccello deve uscire,

 

ma mi rivolgo, non ci sia sorpresa,

 

soltanto a chi l’uccello ha preso in chiesa.”

 

 

Finì la frase e nello stesso istante

 

le monache s’alzaron tutte quante,

 

e con il volto pieno di rossore

 

lasciavano la casa del Signore.

 

 

“Oh Santa Vergine!”, esclamò il buon prete,

 

“Fatemi la grazia, se potete!

 

Poi: “Senza fare rumore dico, piano piano,

 

s’alzi soltanto chi ha l’uccello in mano.”

 

 

Una ragazza, che col fidanzato

 

s’era messa in un angolo appartato,

 

sommessa mormorò, col viso smorto:

 

“Che ti dicevo? Hai visto? Se n’è accorto!”

FILE AUDIO 

 

L’angolo della Poesia :-D (diably)

L’uccello in chiesa

 

[recitata da Andrea Bocelli a Viva Radio2 il 13 marzo 2006]

 

 

Era d’agosto e un povero uccelletto,

 

ferito dalla fionda d’un maschietto,

 

andò, per riposare l’ala offesa,

 

sulla finestra aperta d’una chiesa.

 

 

Dalle tendine del confessionale

 

il parroco intravide l’animale

 

ma, pressato dal ministero urgente,

 

rimase intento a confessar la gente.

 

 

Mentre in ginocchio alcuni, altri a sedere

 

dicevano i fedeli le preghiere,

 

una donna, notato l’uccelletto,

 

lo prese al caldo e se lo mise al petto.

 

 

D’un tratto un cinguettio ruppe il silenzio e il prete a quel rumore

 

il ruolo abbandonò di confessore

 

e scuro in viso peggio della pece

 

s’arrampicò sul pulpito e poi fece:

 

 

“Fratelli, chi ha l’uccello, per favore,

 

esca fuori dal tempio del Signore.”

 

I maschi, un po’ stupiti a tal parole,

 

lenti s’accinsero ad alzar le suole.

 

 

Ma il prete a quell’errore madornale

 

“Fermi!”, gridò, “mi sono espresso male.

 

Rientrate tutti e statemi a sentire:

 

solo chi ha preso l’uccello deve uscire.”

 

 

A testa bassa, la corona in mano,

 

cento donne s’alzarono pian piano.

 

Ma mentre se n’andavano ecco allora che il parroco strillò:

 

“Sbagliate ancora! Rientrate tutte quante, figlie amate,

 

ch’io non volevo dir quel che pensate.”

 

 

“Ecco, quello che ho detto torno a dire:

 

solo chi ha preso l’uccello deve uscire,

 

ma mi rivolgo, non ci sia sorpresa,

 

soltanto a chi l’uccello ha preso in chiesa.”

 

 

Finì la frase e nello stesso istante

 

le monache s’alzaron tutte quante,

 

e con il volto pieno di rossore

 

lasciavano la casa del Signore.

 

 

“Oh Santa Vergine!”, esclamò il buon prete,

 

“Fatemi la grazia, se potete!

 

Poi: “Senza fare rumore dico, piano piano,

 

s’alzi soltanto chi ha l’uccello in mano.”

 

 

Una ragazza, che col fidanzato

 

s’era messa in un angolo appartato,

 

sommessa mormorò, col viso smorto:

 

“Che ti dicevo? Hai visto? Se n’è accorto!”

FILE AUDIO 

 

L’angolo della Poesia :-D (diably)

L’uccello in chiesa

 

[recitata da Andrea Bocelli a Viva Radio2 il 13 marzo 2006]

 

 

Era d’agosto e un povero uccelletto,

 

ferito dalla fionda d’un maschietto,

 

andò, per riposare l’ala offesa,

 

sulla finestra aperta d’una chiesa.

 

 

Dalle tendine del confessionale

 

il parroco intravide l’animale

 

ma, pressato dal ministero urgente,

 

rimase intento a confessar la gente.

 

 

Mentre in ginocchio alcuni, altri a sedere

 

dicevano i fedeli le preghiere,

 

una donna, notato l’uccelletto,

 

lo prese al caldo e se lo mise al petto.

 

 

D’un tratto un cinguettio ruppe il silenzio e il prete a quel rumore

 

il ruolo abbandonò di confessore

 

e scuro in viso peggio della pece

 

s’arrampicò sul pulpito e poi fece:

 

 

“Fratelli, chi ha l’uccello, per favore,

 

esca fuori dal tempio del Signore.”

 

I maschi, un po’ stupiti a tal parole,

 

lenti s’accinsero ad alzar le suole.

 

 

Ma il prete a quell’errore madornale

 

“Fermi!”, gridò, “mi sono espresso male.

 

Rientrate tutti e statemi a sentire:

 

solo chi ha preso l’uccello deve uscire.”

 

 

A testa bassa, la corona in mano,

 

cento donne s’alzarono pian piano.

 

Ma mentre se n’andavano ecco allora che il parroco strillò:

 

“Sbagliate ancora! Rientrate tutte quante, figlie amate,

 

ch’io non volevo dir quel che pensate.”

 

 

“Ecco, quello che ho detto torno a dire:

 

solo chi ha preso l’uccello deve uscire,

 

ma mi rivolgo, non ci sia sorpresa,

 

soltanto a chi l’uccello ha preso in chiesa.”

 

 

Finì la frase e nello stesso istante

 

le monache s’alzaron tutte quante,

 

e con il volto pieno di rossore

 

lasciavano la casa del Signore.

 

 

“Oh Santa Vergine!”, esclamò il buon prete,

 

“Fatemi la grazia, se potete!

 

Poi: “Senza fare rumore dico, piano piano,

 

s’alzi soltanto chi ha l’uccello in mano.”

 

 

Una ragazza, che col fidanzato

 

s’era messa in un angolo appartato,

 

sommessa mormorò, col viso smorto:

 

“Che ti dicevo? Hai visto? Se n’è accorto!”

FILE AUDIO 

 

Pet Therapy

 

 

Prendono il via i primi due progetti scientifici italiani sulla pet therapy, sempre più diffusa come supporto psicologico per i pazienti, soprattutto bambini e anziani, vittime di malattie psichiatriche (dalla depressione all’autismo), di tumori o di malattie renali che costringono alla dialisi, ma anche lungodegenti e disabili. Finanziati con 150.000 euro per tre anni grazie a una convenzione con l’Istituto di Medicina Sociale, i due progetti si svolgono in Lazio e Campania, ha detto la biologa Alessandra Maltese, dell’Istituto Neutraumatologico Italiano, a margine del seminario di pet therapy che si chiude oggi a Roma. Anche in Italia, quindi, la pet therapy diventa per la prima volta terreno di ricerca e sperimentazione.Pazienti in dialisi (a Napoli) e disabili (a Roma) saranno i protagonisti dei primi due progetti. Nel frattempo gli esperti sono al lavoro perché questa particolarissima forma di terapia cominci ad organizzarsi. “Della pet therapy si parla molto, ma in realtà c’é ancora poca preparazione e poca collaborazione tra gli addetti ai lavori.
L’ideale – ha osservato Alessandra Maltese – sarebbe arrivare in futuro a linee guida nazionali”, con un percorso unico di formazione. La priorità, ha aggiunto, è “fare in modo che nulla sia lasciato all’improvvisazione”. Per questo si lavora per creare gruppi di lavoro interdisciplinari che comprendano medici, psicologi o psichiatri, veterinari, educatori, logopedisti e fisioterapisti, uniti attorno a programmi di riabilitazione ben definiti.

Grande e pacifico uomo dal Tibet (diablita)

 Il Dalai Lama è a Roma in questi giorni. Ha ricevuto la laurea honoris causa dalla
Terza università di Roma. E anche in questo caso non ha perso occasione di parlare di pace,
fratellanza tra le religioni. Sempre con il sorriso sulle labbra!

Alcune frase pronunciate durante l’incontro con gli studenti: 

…..”per odio e avidità l’antidoto è la tolleranza. Cerchiamo di essere più compassionevoli, contribuiremo a ridurre i problemi”.

….”Dobbiamo rispettare tutte le religioni e dobbiamo rispettare anche coloro che non credono. Tra religione e materialismo dovremmo sempre scegliere una terza via: una vita etica, morale, di consapevolezza”.
 

 

 

IL CANE, IL LEONE E LA SCIMMIA (diablita)

Un signore va a caccia grossa in Africa e porta con sé il suo cucciolo.

Un giorno, durante una battuta, il cagnolino annoiato si mette a
rincorrere una farfalla e, senza accorgersi, si allontana dal gruppo dei cacciatori e
si ritrova solo in mezzo alla savana. Ad un tratto scorge un grosso leone
che corre veloce verso di lui. Impaurito si guarda intorno e vede poco
lontano la carcassa di un grosso animale. La raggiunge e comincia a
leccare un osso.

Quando il leone sta per attaccarlo il cagnolino dice a voce alta: Mmm, che
buon leone mi sono mangiato. Me ne farei un altro subito. Il leone si
ferma e sentendo quelle parole pensa:
Che razza di animale sarà? E se poi faccio
la stessa fine di quello lì?, meglio sparire!.

Una scimmia che stava appollaiata su un ramo e aveva assistito a tutta la
scena scende dall’albero e dice al leone: “Ma va là, stupido, e’ tutta
una finta. Quella carcassa era già lì da un pezzo. Quello e’
semplicemente un cane e ti ha fregato.”

Il leone dice alla scimmia: “Ah si? Allora vieni con me che andiamo a
trovare quel cane e poi vediamo chi mangia chi!”.

E si mette a correre verso il cucciolo con la scimmia sulla groppa. Il
cagnolino che aveva sentito tutto si rende conto della vigliaccata della
scimmia e atterrito si chiede:

“E adesso cosa faccio?” Ci pensa su un attimo poi, invece di scappare, si
siede dando le spalle al leone e dice a voce alta:”Quella maledetta
scimmia!
mezz’ora fa le ho detto di portarmi un altro bel leone grasso e ancora non
si fa vedere.”
A quelle parole il leone incavolatissimo mangia la scimmia in un boccone e
il cagnolino fugge mettendosi in salvo.

MORALE: NEI MOMENTI DI CRISI LA FURBIZIA E’ PIU’ IMPORTANTE DELLA
CONOSCENZA.

Cerca di essere furbo come il cane, evita di essere stupido come il leone
ma non essere mai tanto figlio di puttana come la scimmia !

PREMIO IGNOBEL 2006


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Le ricerche premiate con gli IgNobel di quest’anno sono davvero sensazionali.
Ecco i vincitori:
Ornitologia: Ivan R. Schwab, (Università della California a Davis), e Philip R.A. May (Università della California a Los Angeles), per aver spiegato perché i picchi non soffrono di mal di testa.
Nutrizione: Wasmia Al-Houty (Kuwait University) e Faten Al-Mussalam (Kuwait Environment Public Authority), per aver dimostrato che lo scarabeo stercorario è in realtà schizzinoso in fatto di cibo.
Pace: Howard Stapleton (Merthyr Tydfil, Galles), per avere inventato un repellente contro i teenager, un’apparecchiatura che emette suoni fastidiosi per l’orecchio degli adolescenti, ma non udibili dalle persone adulte.
Acustica: D. Lynn Halpern (Harvard Vanguard Medical Associates) e colleghi (Brandeis University e Northwestern University),per avere condotto esperimenti per comprendere perché la maggioranza delle persone è infastidita dal rumore del gesso sulla lavagna.
Matematica: Nic Svenson e Piers Barnes (Australian Commonwealth Scientific and Research Organization), per aver calcolato il numero di scatti necessari per assicurarsi (o quasi) che nessuna delle persone riprese in una foto di gruppo abbia gli occhi chiusi.
Letteratura: Daniel Oppenheimer (Princeton University), per il suo studio sulle “conseguenze dell’uso di un linguaggio tecnico erudito indipendente dalla necessità: problemi legati all’abuso di parole lunghe”.
Medicina: Francis M. Fesmire (University of Tennessee College of Medicine) e Majed Odeh e colleghi (Bnai Zion Medical Center di Haifa), per la relazione medica sulla fine del singhiozzo intrattabile con digitomassaggio rettale.
Fisica: Basile Audoly e Sebastien Neukirch (Università Pierre et Marie Curie di Parigi), per lo studio sulle ragioni per cui, spezzando una manciata di spaghetti secchi, questi si rompono in più di due pezzi.
Chimica: Antonio Mulet e colleghi (Università di Valencia, Spagna), e Carmen Rosselló (Università delle Isole Baleari, Spagna), per lo studio sulla “velocità ultrasonica nel formaggio cheddar in dipendenza dalla temperatura”.
Biologia: Bart Knols (Wageningen Agricultural University, Paesi Bassi e International Atomic Energy Agency) e Ruurd de Jong (Wageningen Agricultural University) per aver dimostrato che la zanzara Anopheles gambiae è attratta in ugual misura dall’odore dei piedi umani e del formaggio tipo limburger.

S.o.S. Animali! (diablita)

Il 27 Dicembre 2006 passeranno le ruspe sul canile del Termine (Sesto Fiorentino – Firenze), smantellato senza ragione ignorando completamente il diritto alla vita di tutti gli animali attualmente ospitati, tolti all’affetto di centinaia di volontari che gli seguono ogni giorno.

Per evitare tutto questo, firma la nostra petizione on-line sul sito dell’associazione onlus (non occorre documento di identità):

http://www.unioneamicidelcaneedelgatto.it/Petizione.htm

Il 26 settembre 2006, il comune di Sesto Fiorentino ha emesso un’ordinanza di smantellamento del canile del Termine. Non possiamo fare a meno di chiedere la mobilitazione di tutti quei cittadini di buon senso che hanno a cuore la salute degli animali e che hanno seguito le vicissitudini del canile da venti anni a questa parte.
Non e più possibile assecondare i capricci e gli atteggiamenti inqualificabili con cui l’amministrazione nel 1997 emette un’ Ordinanza con la quale ci ordina di costruire un canile a norma della L. 43, e ben nove anni dopo ci ordina l’esatto contrario.

In tutti questi anni i cani del canile non sono costati una lira alle amministrazioni. Tutti ormai sapete che viviamo solo di elemosina. Nonostante questo abbiamo i cani ed i gatti più belli e più sani del mondo e diamo in adozione definitiva presso famiglie un cane ed un gatto al giorno.
Ma per l’amministrazione non basta. Sta tentando, vigliaccamente, di farci sloggiare a tutti i costi.

La destinazione urbanistica di piano regolatore dell’area su cui sorge il canile è la stessa di dieci anni fa. Ci chiediamo cosa sia successo il 25 ottobre dello scorso anno quando il Sindaco di Sesto, a suo dire, è stato costretto ad emettere l’ordinanza di sospensione dell’autorizzazione sanitaria.
Da chi ha avuto pressioni? A chi interessa 1′area del canile? Come si può emettere un’ordinanza che rischia di concludersi con 1′abbattimento di 500 cani e 100 gatti? E come può un sindaco che ha avuto il 77% delle preferenze avallare pedissequamente tale brutalità? E’ possibile che i suoi elettori siano d’accordo con le sue scelte?
L’Associazione ha speso in questi quindici anni più di due miliardi per ristrutturare il canile ed ha acquistato i terreni intorno al canile per circa 17.000 metri quadri. Ha impiegato migliaia di volontari in questi lavori. Chi rimborserà questi soldi?

Contro tutte queste brutalità ed ingiustizie firma la petizione online sul nostro sito:

http://www.unioneamicidelcaneedelgatto.it/Petizione.htm

Associazione Onlus Unione amici del cane e del gatto sede legale: via S. Zanobi 82/r, 50129 Firenze

Tel.055/481414
info@unioneamicidelcaneedelgatto.it