Fermo immagine

Pensieri che mi abbracciano, tra risate e confusione.
Occhi che mi raggiungono lasciandomi specchiare.
Mani che il mio viso, vuole accarezzare.
E’ un calore che più del fuoco, sento penetrare.
Alimentando, senza consumare.

Pensieri che mi abbracciano, tra risate e confusione.
Occhi che mi raggiungono lasciandomi specchiare.
Mani che il mio viso, vuole accarezzare.
E’ un calore che più del fuoco, sento penetrare.
Alimentando, senza consumare.

Ho chiuso con l’anno scorso e con quanto di infruttuoso si e’ portato dietro.
Con qualche lacrima, con molte lezioni imparate.
Con la voglia di lottare ancora.
Di essere piu’ grande e maturo.
Amen!

Mi piace scrivere, le parole appaiono sul foglio come distillate..
Goccia dopo goccia, quasi lettera per lettera, rispettando le pause e i tempi,
vengono su con una morbidezza fluida, che ha sapore di rugiada.
Foglio come foglia.
Dalla foglia le gocce rotolano sul terreno, lasciando una traccia luminosa.
Profumo di pioggia sulla terra.
Armonia di vita
nella poesia di una frase
in un’immagine ben calibrata.
Tu sei come un’equilibrista,
poeta e giullare
alla ricerca infinita
delle cose più semplici.
Le tracce del tuo passaggio
sono profonde come artigli,
e leggere,
come il soffio di un mastro vetraio.
Adesso le parole profumano
di sabbia e di mare,
silicio nelle mie narici.

Grazie a tutti coloro che mi hanno mandato un messaggio/commento di solidarieta’.
Un po’ grazie a voi, un po’ per la mia capacita’ di reagire, piano piano, comincio a sentirmi meglio.
Non si perde cio’ che vale. E’ una regola che ho sempre applicato per cui nessun rimpianto. Passera’.
Ho messo il mio cuore a nanna. Se non si sveglia posso passare la serata tranquillo e chissa’ domani che non vada meglio.
Buona notte. Un abbraccio grande come portoni di cascina.

Niente di nuovo. E’ sempre la solita storia, sempre il solito dolore, solo che e’ stato un anno particolarmente schifoso dal punto di vista sentimentale e faccio fatica a reagire ancora.
Prima una mitomane sadica, poi una gattamorta egocentrica.
Con l’ultima ho chiuso lunedi scorso. Anche se a parole mi faceva persino commuovere, nei fatti non aveva nessuna voglia di costruire alcunche’ e non sono assolutamente pentito della scelta fatta.
Il problema e’ il cuore che mi fa un male tale che potrei gridare e piangere dal dolore.
Sono caduto e non riesco a rialzarmi.
E sono stanco di tener duro. Sono 3 giorni che mangio e dormo niente.
Sono talmente giu’ che vorrei soltanto essere raccolto senza dovermi difendere ancora e sempre.
Ma sono sciocchi pensieri. La mia vita e’ il mio ring e io devo combattere. Il tutto e’ desolantemente semplice…
Andra’ tutto come al solito. Se resisto qualche giorno il dolore finisce.
Andra’ tutto come sempre e’ stato.

Cos’e’ l’Amore?
Lo sguardo innamorato e’ il complemento dell’anima,
il bacio riempie il vuoto con cui nasciamo,
un figlio da’ un senso alla vita
… e le lacrime sono la pena da scontare per aver sperato di avere tutto questo…

Non ho paura.
Quasi nulla mi fa paura.
Quando imbocco veloce l’autostrada, e la lancetta del contagiri scavalca il limite del consentito, non ho paura.
Le ruote inghiottono la linea di mezzeria, le braccia sono protese in avanti, ai lati del volante, stretto saldamente dalle mani chiuse a pugno.
Viaggio sempre da solo, con la mia musica ed i miei pensieri. Non penso alla morte, la vedo lontana dai mie trentasei anni, dalla mia felice quotidianita’, un’evento che contrasta con i miei progetti, non mi fa paura.
Guardo in tv teatrini di guerra, distano dalla mia vita centinaia di chilometri, ma non li temo.
Indosserei l’elmetto e difenderei la mia bandiera, la mia casa, gli inquilini del mio cuore, e non ho paura, combatterei.
Non ho paura del dolore, quello fisico, quello che ti fa venire voglia di dormire, piuttosto che sopportarlo, che ti prende e ti stende come un rullo compressore, che non molla la presa e ti sfinisce.
Ci sono lunghe pause tra le domande che mi pongo e le risposte che non trovo, non ho paura, se sono solo io a pagare il conto…
E mi paralizzo, davanti al pensiero che non c’e’ vita eterna per i miei cari, a tutto cio’ che non posso controllare, alle macchine che macinano l’asfalto piu’ veloce di me, non mi muovo piu’, rimango inerme davanti al pensiero di decidere il futuro degli eventi, se altri soffriranno al posto mio, cosi’ come sento il dolore degli altri, che sia fisico oppure emotivo, ho paura.
Gia’, la paura, e’ un’emozione, un sentimento latente che mascheri fino alla fine, uno strato di orgoglio sulle pareti della coscienza, ma non e’ vigliaccheria.
Chi dice di non aver paura teme la paura stessa, a tal punto da ingnorarla, da credere che la vita e l’amore ci siano dovuti.
Chi non ha paura davanti ad una scelta, non pondera ma azzarda, gioca una mano di poker bendato, viaggia a fari spenti nella notte. Ed io……?
Io no, non ho paura di aver paura di amare, se poi era questo il nocciolo di questa riflessione.
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Diceva Denis Huisman (traduco):
E’ molto difficile conoscere la vera natura dell’altro.
E’ solo in circostanze gravi, rare, eccezionali che essa si rivela nel profondo.

E’ UN SALTO DI 20 ANNI..SIETE PRONTI?..SI COMINCIA..
Noi che la penitenza era “dire fare baciare lettera testamento”.
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo “Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini”.
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
Noi che “se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce”.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa.
Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.
Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l’ambulanza.
Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.
Noi che dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.
Noi che giocavamo a “Indovina Chi?” e conoscevamo tutti i personaggi a memoria.
Noi che giocavamo a Forza 4.
Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città.. (e la città con la> D era sempre Domodossola). Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l’album Panini.
Noi che avevamo il “nascondiglio segreto” con il “passaggio segreto”.
Noi che ci divertivamo anche facendo “Strega comanda color.”.
Noi che giocavamo a “Merda” con le carte.
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna.
Noi che avevamo i cartoni animati belli.!!
Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake, Mazinga e Daitan3 noi che “Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe piu forte di Holly…”
Noi che guardavamo “La Casa Nella Prateria” anche se metteva tristezza.
Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o un francese, un tedesco e un italiano
Noi che alla messa ridevamo di continuo.
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l’albero.
Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe. .
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più era rosso più eri figo
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.
Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.
Noi che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che però sappiamo a memoria “Zoff Gentile Cabrini Oriali Collovati Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani (allenatore> Bearzot)”.
Noi che il “Disastro di Cernobyl” vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che però sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c’era Happy Days.
Noi che il primo novembre era “Tutti i santi”, mica Halloween.
Noi che le birre erano Peroni, Moretti, Dreher e Wuhrer..e basta!!!
Noi che a scuola con lo zaino invicta e la smemoranda
Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso
Noi che abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo
Noi che all’oratorio le caramelle costavano 10-20 lire
Noi che si suonava la pianola Bontempi
Noi che la ferrari era Alboreto, la Mclaren Prost, la Williams Mansell, la Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini
Noi che il Commodore64 e il registratore lentissimo s’inceppava sempre
Noi che la merenda era la girella e il Billy all’arancia
Noi che come scarpa da calcio avevamo la pantofola d oro
Noi che le macchine avevano la targa nera..i numeri bianchi..e la sigla della provincia in arancione!!
Noi che quando vedevamo i biscotti della Bistefani “e chi sono io Babbo Natale?”
Noi che il guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari
Noi che il twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars
Noi che abbiamo visto 15 volte i Goonies, Ritorno al Futuro e Stand by me
Noi che abbiamo passato belle serate in bagno dopo Colpo Grosso
Noi che giocavamo col Super Tele
Noi che il tango costava ancora 5 mila lire e.. “stai sicuro che questo non vola…”
Noi che le all star le compravi al mercato a 10.000 lire
Noi che avere un genitore divorziato era impossibile
Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine sui capelli delle femmine
Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu con l’interno arancione e i miniciccioli nel taschino
Noi che se eri bocciato in 3° media potevi arrivare con il Fifty truccato ed eri un figo della Madonna
NOI CHE SIAMO ANCORA QUI E CERTE COSE LE ABBIAMO DIMENTICATE E SORRIDIAMO QUANDO CE LE RICORDIAMO
NOI CHE SIAMO STATI QUESTE COSE E GLI ALTRI NON SANNO COSA SI SONO PERSI