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UNA VISIONE BUDDISTA DELLE RELAZIONI SENTIMENTALI
EDDY CANFOR-DUMAS ESAMINA IN CHE MODO IL BUDDISMO DI NICHIREN DAISHONIN PUO’ AIUTARE A REALIZZARE UNA RELAZIONE FELICE E DURATURA.
[estratto da UK Express, ottobre 1993,pp. 4-14, traduz. Momi Zanda]
Molte persone scelgono il matrimonio o la convivenza ma spesso queste esperienze finiscono con un divorzio o con una separazione. Sembra difficile che una relazione duri per tutta la vita. Sono state avanzate molte ipotesi sul perché oggi falliscono così tante relazioni di coppia, dall’aumentata autonomia della donna alla generale intolleranza fra gli individui, ma le conclusioni che ne possiamo trarre sono che non siamo in grado di valutare le qualità che dovrebbe avere l’altra persona per essere il partner adatto a noi, e che le capacità necessarie a far durare una relazione vanno oltre i nostri limiti. Molti desiderano una relazione duratura, soddisfacente e possibilmente monogama: come può aiutarci il buddismo di Nichiren Daishonin a risolvere questi problemi?
Per chi pratica il buddismo di Nichiren Daishonin la relazione più importante è quella con il Gohonzon: lo scopo della pratica buddista è stabilire una felicità assoluta e indistruttibile dentro la propria vita e insegnare agli altri come fare lo stesso. Questa felicità può essere ottenuta solo recitando Nam Myoho Renge Kyo al Gohonzon. Il Gosho Felicità in questo mondo (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, p. 157) dice:
“Non c’è felicità più grande per gli esseri umani
che recitare Nam Myoho Renge Kyo (…)
Non c’è felicità più grande che avere la fede
nel Sutra del Loto.”
Lo sforzo, nella pratica del buddismo di Nichiren Daishonin, è quello di riuscire a credere veramente che la felicità si trova all’interno della propria vita, a manifestare e rafforzare costantemente la propria natura di Budda, a risvegliarsi alla propria missione in questo mondo, a non contare sulle circostanze esterne – come la relazione con la persona amata – che sono inaffidabili. Il buddismo considera l’amore romantico ambivalente, se non negativo, perché il desiderio è connesso alla sofferenza. Solo l’amore altruistico – come quello dei genitori verso i figli – è visto positivamente: negli insegnamenti buddisti tradizionali questo tipo di amore – chiamato jihi – è rappresentato dalle azioni compassionevoli del Budda Shakyamuni, basate sul desiderio di togliere la sofferenza e dare la felicità a tutti gli esseri viventi.
Cosa ha a che fare tutto questo col mondo reale?
Mentre gli insegnamenti tradizionali sottolineano la necessità di eliminare il desiderio per evitare la sofferenza, Nichiren Daishonin spiega che il desiderio è un aspetto fondamentale ed ineliminabile della vita umana: se non avessimo desideri, non faremmo mai nulla. Persino per vivere è necessario desiderare di farlo. Recitando per i nostri desideri terreni possiamo raggiungere l’illuminazione e la felicità, come afferma nel Gosho I desideri terreni sono illuminazione (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, p. 145)
“Se si recita Nam Myoho Renge Kyo durante
il rapporto sessuale tra uomo e donna, i desideri
terreni si trasformano in illuminazione e le
sofferenze di nascita e morte in nirvana.”
Recitando Nam Myoho Renge Kyo per trovare il partner giusto o per migliorare il rapporto con quello che abbiamo possiamo manifestare la nostra buddità, che con le sue caratteristiche – saggezza, coraggio, compassione e forza vitale – ci indirizza verso una relazione sentimentale felice e appagante, basata sul rispetto reciproco e un profondo legame spirituale.
Come è possibile tutto ciò?
Chiediamoci perché desideriamo una relazione. Molte sono le ragioni: per la compagnia, per il sesso, per farsi una famiglia, per lo status, per la sicurezza, per il denaro, per sentirsi adulti, per fuggire dalla famiglia d’origine, per vanità, per sentirsi innamorati, per passione, tutte confuse nel generico desiderio di avere una relazione sentimentale. Cerchiamo qualcuno che corrisponda all’immagine del partner ideale elaborata nella nostra mente. Tutte queste motivazioni però sono rivolte all’esterno, si basano sul presupposto che l’altra persona possa renderci felici colmando il vuoto della nostra vita. Ma il buddismo insegna che questo è un errore. Basare la propria felicità su questo significa non essere consapevoli dell’intrinseca instabilità di ogni relazione: il compagno di tutta una vita prima o poi morirà, la migliore intesa sessuale può venir meno per il modificarsi di particolari circostanze, il rapporto coi figli può peggiorare quando crescono.
Quando recitiamo Daimoku per i nostri problemi sentimentali il primo obbiettivo dovrebbe essere riuscire a individuare la radice del nostro desiderio: è paura della solitudine? È il desiderio di essere amati perché siamo insicuri del nostro valore? È per il desiderio sessuale?
Dobbiamo comprendere lo schema della nostra attrazione verso determinate persone. Nichiren Daishonin insegna che due persone che scelgono di vivere una relazione intima si corrispondono in tutti i loro pregi e i loro difetti. Egli descrive la relazione tra marito e moglie nel Giappone del Tredicesimo secolo (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, p. 120):
“Quando il marito è felice, sua moglie sarà soddisfatta.
Se il marito è un ladro, anche sua moglie lo diventerà.
Questo non riguarda soltanto questa vita. Un uomo e
sua moglie sono sempre uniti come il corpo e l’ombra,
come i fiori e i frutti o come le radici e le foglie,
in tutte le esistenze”.
Secondo il buddismo tutte le persone condividono dieci condizioni di vita fondamentali – Inferno, Avidità, Collera, Umanità, Estasi, Studio, Illuminazione parziale, Bodhisattva e Buddità – ognuna delle quali ha determinate caratteristiche: sofferenza, desiderio insaziabile, istinto, ego, tranquillità, piacere momentaneo, desiderio di imparare dagli altri, desiderio di migliorarsi attraverso i propri sforzi e pratica della compassione; infine la Buddità che riunisce tutti gli aspetti positivi degli altre nove mondi.
Nelle relazioni sentimentali tendiamo ad essere attratti dalle persone che condividono la nostra stessa condizione vitale di base: nel buddismo il comportamento abituale che siamo costretti a ripetere si chiama karma. E’ per infrangere lo schema imposto dal karma che recitiamo: recitando vediamo più chiaramente le nostre motivazioni e arriviamo a capire come cambiare il nostro atteggiamento per la nostra felicità e per quella del partner. Il buddismo insegna che se una relazione si basa su scopi comuni, sul rispetto e sull’uguaglianza ha più possibilità di durare rispetto a una che si basa solo sulla passione o sulla speranza che il partner possa renderci felici. Il desiderio di incontrare la persona giusta unito a una forte pratica quotidiana ce la farà incontrare al momento giusto. Possiamo vivere diverse relazioni sentimentali felici prima di incontrare la persona giusta. Il Daimoku permette di accumulare la buona fortuna necessaria per trovarci al posto giusto al momento giusto e di sviluppare la saggezza necessaria a capire se una determinata persona ha le qualità per costruire con noi una relazione soddisfacente: quando incontriamo una persona che ci piace dovremmo recitare Daimoku con impegno prima di farci coinvolgere sentimentalmente. Il karma di essere attratti da un certo tipo di persone è molto forte ma se in passato ci ha fatto soffrire possiamo contrastarlo.
Il punto di vista del Buddismo sulle relazioni sentimentali e sessuali è cambiato con i tempi; si sono alternati periodi di repressione a periodi di permissività, quindi il problema va analizzato non da un punto di vista morale ma pragmatico: le condizioni attuali ci aiutano ad essere più felici? La convivenza prima del matrimonio, ad esempio, può essere utile? O l’impegno del matrimonio consente alla relazione di resistere meglio? Secondo il principio buddista di causa e effetto, chi intraprende una relazione senza impegno crea la causa (inconscia) per “abbandonare la nave” nel momento in cui il partner non soddisfa più i suoi bisogni. Impariamo qualcosa dalle relazioni mal riuscite o queste rafforzano le nostre tendenze karmiche? In realtà sfasciare continuamente auto non è un buon modo per imparare a guidare! Ecco perché il Daimoku è importante: non garantisce che non faremo errori, ma può ridurre i rischi permettendoci di scegliere la persona giusta, aiutandoci a superare le difficoltà.
Per quanto forte possa essere il sentimento che lega due persone all’inizio di una relazione, col passare del tempo esso si modificherà: l’amore romantico, manifestazione del Mondo di Estasi, è una condizione di breve durata. Ciò no significa che la coppia ha smesso di amarsi, ma che sono emersi altri aspetti dei dieci mondi. Una frase del cerimoniale di matrimonio della SGI-UK recita:
In virtù della loro comune decisione presa davanti al Gohonzon,
di formare un meraviglioso, armonioso e dinamico nucleo sociale,
fondato sulla roccia del profondo rispetto reciproco, [marito e moglie]
fanno emergere l’uno dall’altro i tre veleni di collera, avidità e stupidità
che altrimenti potrebbero affliggere la loro vita famigliare
rendendola infelice per tutta la loro vita.
Se ci impegniamo a vivere con un’altra persona possiamo vedere chiaramente i tre veleni apparire in superficie e trasformarli recitando Daimoku davanti al Gohonzon. Il cerimoniale prosegue:
Nello stesso tempo, grazie alla loro vittoria in questa lotta,
possono diffondere onde di pace e di amicizia, non solo nella
propria comunità ma in tutto il paese e nel mondo intero.
Due persone che stanno insieme devono affrontare e risolvere i loro problemi e contribuire anche al benessere della società: questi due aspetti necessitano di un sincero dialogo.
“Non dovrebbe mai trascorrere un giorno senza che marito e moglie si comunichino i propri pensieri e i propri sentimenti” (Matrimonio e relazioni sentimentali, UK Express n. 222, Dicembre 1999).
Ricapitolando l’approccio buddista alle relazioni sentimentali:
primo: è importante non fare affidamento su una relazione amorosa per la nostra felicità, dovremmo cercare di diventare individui felici, forti e indipendenti attraverso la pratica, e fondare la nostra relazione su questa base.
Secondo: se fin’ora le nostre relazioni sono state infelici, dobbiamo capire cosa c’è in noi che attrae le persone sbagliate e cercare di cambiare, manifestando e rafforzando la nostra natura di budda.
Terzo: è consigliabile recitare molto Daimoku prima di iniziare una nuova relazione e basare le nostre azioni sulla saggezza del Budda che il Daimoku fa emergere.
Quarto: una relazione sentimentale è una splendida opportunità per accelerare la nostra rivoluzione umana se ci assumiamo la piena responsabilità di ogni suo aspetto. Questo avviene quando comunichiamo al partner i nostri sentimenti sinceramente e senza paura.
Quinto: la relazione si rafforzerà se ci apriamo agli altri e ci sforziamo di creare valore nella società.
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luci7illa
February 26th, 2009 at 23:57
così semplice, così difficile …..
gaia01
March 1st, 2009 at 23:09
in mondo dove la comunicazione fra esseri umani e’ sempre piu’ difficile, come possiamo aprirci agli altri?
elena
November 16th, 2009 at 14:29
si vede ora?