• 29 Oct 2007 /  Senza categoria

    Poverino!!!

     

    Aveva solo quindici anni ed era un bravo ragazzo… Por fijol!!!!

     

    Si poverino… Peccato che andasse per corso Giulio Cesare con lo scooter con le luci spente, scooter di colore scuro, abiti di colore scuro e senza casco e che invece di rallentare alla rotatoria, ha sorpassato a destra una auto che si era fermata per dare la precedenza ad un’altra che era in rotatoria della quale il guidatore ovviamente non ha visto lo scooter, ma sicuramente ora passerà una marea incredibile di guai, oltre a fare i conti coi propri rimorsi.

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  • 18 Oct 2007 /  Senza categoria

    Forse è già stato pubblicato e/o qualcuno di voi l’ha ricevuto via mail, ma si sa che per le “teste di caolino” repetita juvant.

     

     

    Mamma,  sono uscita con amici.

    Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto di non bere alcolici.

    Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, così ho bevuto una sprite.

     

    Mi sono sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui,  dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici.

    Ho fatto una scelta sana e il tuo consiglio è stato giusto. 

     

    Quando la festa è finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. 

     

    Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. 

     

    Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava… Qualcosa di inaspettato! 

     

    Ora sono qui sdraiata sull’asfalto e sento un poliziotto che dice: “il ragazzo che ha provocato l’incidente era ubriaco”.

     

    Mamma, la tua voce sembra cosí lontana! 

     

    Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere. 

     

    Posso sentire i medici che dicono: ”questa ragazza non ce la fará”. 

    Sono certa che il ragazzo alla guida dell’altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità.

     

    Alla fine lui ha deciso di bere e io adesso devo morire… 

     

    Perché le persone fanno tutto questo, mamma?

     

    Sapendo che distruggeranno delle vite? 

     

    Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente.

     

    Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, dì a papà di essere forte. 

     

    Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare…Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva… 

     

    La mia respirazione si fa sempre più debole e incomincio ad avere veramente paura. 

     

    Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento così disperata… 

     

    Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre  sono sdraiata, qui,morente.

     

    Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene. Per questo… ti voglio bene e…addio. 

     

    Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all’incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole e il giornalista scriveva… Scioccato.
     

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  • 05 Oct 2007 /  Senza categoria

    Venite pure avanti, voi con il naso corto,
    signori imbellettati, io più non vi sopporto !
    Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
    perché con questa spada
    vi uccido quando voglio.

    Venite pure avanti poeti sgangherati,
    inutili cantanti di giorni sciagurati,
    buffoni che campate di versi senza forza
    avrete soldi e gloria ma non avete scorza ;
    godetevi il successo, godete finché dura
    ché il pubblico è ammaestrato
    e non vi fa paura
    e andate chissà dove per non pagar le tasse
    col ghigno e l’ignoranza dei primi della classe.
    Io sono solo un povero cadetto di Guascogna
    però non la sopporto la gente che non sogna.
    Gli orpelli ? L’arrivismo ? All’amo non abbocco
    e al fin della licenza io non perdono e tocco.

    Facciamola finita, venite tutti avanti
    nuovi protagonisti, politici rampanti ;
    venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
    feroci conduttori di trasmissioni false
    che avete spesso fatti
    del qualunquismo un arte ;
    coraggio liberisti, buttate giù le carte
    tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
    in questo benedetto assurdo bel paese.
    Non me ne frega niente
    se anch’io sono sbagliato,
    spiacere è il mio piacere,
    io amo essere odiato ;
    coi furbi e i prepotenti
    da sempre mi balocco
    e al fin della licenza
    io non perdono e tocco.

    Ma quando sono solo
    con questo naso al piede
    che almeno di mezz’ora
    da sempre mi precede
    si spegne la mia rabbia
    e ricordo con dolore
    che a me è quasi proibito il sogno di un amore ;
    non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
    per colpa o per destino le donne le ho perdute
    e quando sento il peso d’essere sempre solo
    mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
    ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
    amo senza peccato, amo ma sono triste
    perché Rossana è bella, siamo così diversi ;
    a parlarle non riesco, le parlerò coi versi.

    Venite gente vuota, facciamola finita :
    voi preti che vendete a tutti un’altra vita ;
    se c’è come voi dite un Dio nell’infinito
    guardatevi nel cuore, l’avete già tradito
    e voi materialisti, col vostro chiodo fisso
    che Dio è morto e l’uomo è solo in questo abisso,
    le verità cercate per terra, da maiali,
    tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali ;
    tornate a casa nani, levatevi davanti,
    per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
    Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
    e al fin della licenza io non perdono e tocco.

    Io tocco i miei nemici col naso e con la spada
    ma in questa vita oggi non trovo più la strada,
    non voglio rassegnarmi ad essere cattivo
    tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo ;
    dev’esserci, lo sento, in terra in cielo o un posto
    dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
    Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
    io sono solo un’ombra e tu, Rossana, il sole ;
    ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
    ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
    perché ormai lo sento, non ho sofferto invano,
    se mi ami come sono, per sempre tuo Cirano.

     

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