• 04 Feb 2009 /  io

    Io non voglio giudicare nessuno, ma penso… Già purtroppo penso.

    Penso che se dovesse mai succedermi qualcosa di gravissimo per cui io dovessi essere tenuta in vita da macchine che vivono (in senso biologico) per me, entro un tempo ragionevole che considero al massimo un anno, se non succede nulla che migliori lo stato di fatto della mia salute, vorrei che togliessero tutto il supporto biologico artificiale e mi lasciassero lì. Da sola. A decidere cosa fare di me stessa in silenzio.

    Credo che nessuno possa prendere una decisione del genere per qualcun altro e per questa ragione, io ho scritto di mio pugno la mia volontà sperando di non averne mai bisogno e, nel caso nefasto in cui ce ne fosse necessità, che venga osservata.

    Penso che i miei genitori mi amino, anzi no. So che mi amano e che semmai si trovassero nella situazione dei genitori di Eluana la sola idea di lasciarmi andare “così” li strazierebbe e che quindi se pervenissero ad una richiesta simile sarebbe dopo tormentate e dolorose riflessioni e considerazioni e che quindi andrebbe loro il massimo rispetto per la scelta.

    Penso che se (finamlmente) la Cassazione si è espressa su un tema importante, la sentenza vada rispettata.

    Dopo tutto ciò, come essere umano, credo fermamente di dover fare un passo indietro per mostrare rispetto ai genitori di Eluana e un passo avanti nel chiedere a gran voce rispetto per loro.

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  • 23 Apr 2008 /  Senza categoria

    Io mi sono sempre domandata dove fosse il limite, quando è giusto che un medico smetta di tentare di salvare un paziente, fino a dove è giusto spingersi per guarire e da dove in poi è un’azione contro natura.

    Personalmente se dovessi trovarmi in una situazione in cui la mia vita fosse quella di un vegetale che vive grazie alle macchine, preferirei morire.

    Fonte: www.ansa.it

    TESTAMENTO BIOLOGICO, SPAGNA DICE SI’ A MORTE DIGNITOSA

    Accanimento terapeutico o morte dignitosa: da oggi gli spagnoli potranno esprimere per iscritto le proprie volontà sulle scelte terapeutiche da ricevere nel caso non fossero più capaci di intendere e di volere. L’eutanasia attiva resta illegale, ma si potrà decidere di rinunciare all’accanimento terapeutico e scegliere quindi una ‘morte dignitosa’ in caso di malattia terminale o danni cerebrali irreversibili.

    Una volta espresse per iscritto le proprie volontà, in un testamento biologico o testamento di vita che entrerà a far parte di un registro nazionale, il personale sanitario è tenuto a rispettare la volontà del paziente di non prolungare la sua vita indebitamente. In questo campo la Chiesa spagnola è stata pioniera, tanto da aver proposto già nel 1989 un testamento di vita che permette anche ai malati terminali di fede cattolica di sottrarsi all’accanimento terapeutico. Il modello del ‘testamento vital’, scaricabile dal sito web della Conferenza episcopale spagnola, è indirizzato: “Alla mia famiglia, al mio medico, al mio sacerdote, al mio notaio” e prosegue sostenendo che “la vita è un dono e una benedizione di Dio, ma non è il valore supremo assoluto”. Con l’entrata in vigore della legge si conclude un processo avviato nel 2002, quando il Parlamento spagnolo approvò la Legge per l’autonomia del paziente. In quella occasione si decise la creazione dei Registri di competenza locali, i cui dati dovrebbero affluire in un Registro centrale. Ad oggi, hanno depositato il proprio testamento biologico 30.500 persone di 12 diverse comunità, secondo fonti del ministero della Salute spagnolo citate dal quotidiano ‘El Pais’.

    Critiche alla legge, che lascia ai medici l’ultima parola sulle terapie da praticare, sono state espresse dall’associazione Diritto a morire con dignità (DMD). In un’intervista a ‘El Pais’, il segretario della sezione galiziana dell’associazione, Antonio José Bautista Sanchez, ha definito “poco pratica e troppo burocratica” la legge. “Almeno fino a quando i Registri non saranno informatizzati e collegati tra loro: non si può andare a cercare un funzionario di notte o nel fine settimana per accedere ai testamenti”, ha precisato. Secondo la legge spagnola, nel testamento biologico si può inserire tutto ciò che si vuole, con due limitazioni: non si possono sollecitare trattamenti illegali, come l’eutanasia, o che vadano contro la buona pratica medica. Una formulazione che secondo la bioetica Marga Iraburu dovrebbe essere sufficiente per la maggioranza dei casi, compresi quelli in cui la famiglia o il paziente stesso chiedano la sospensione dei trattamenti medici, della respirazione artificiale, dell’alimentazione o dell’idratazione. “Un malato terminale non muore perché si sospendono le cure, muore perché era terminale. Dobbiamo concentrarci piuttosto sulla sua dignità di persona”, ha detto il presidente della Società internazionale di bioetica, Marcelo Palacios, consigliere del governo Zapatero.

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  • 18 Oct 2007 /  Senza categoria

    Forse è già stato pubblicato e/o qualcuno di voi l’ha ricevuto via mail, ma si sa che per le “teste di caolino” repetita juvant.

     

     

    Mamma,  sono uscita con amici.

    Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto di non bere alcolici.

    Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, così ho bevuto una sprite.

     

    Mi sono sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui,  dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici.

    Ho fatto una scelta sana e il tuo consiglio è stato giusto. 

     

    Quando la festa è finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. 

     

    Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. 

     

    Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava… Qualcosa di inaspettato! 

     

    Ora sono qui sdraiata sull’asfalto e sento un poliziotto che dice: “il ragazzo che ha provocato l’incidente era ubriaco”.

     

    Mamma, la tua voce sembra cosí lontana! 

     

    Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere. 

     

    Posso sentire i medici che dicono: ”questa ragazza non ce la fará”. 

    Sono certa che il ragazzo alla guida dell’altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità.

     

    Alla fine lui ha deciso di bere e io adesso devo morire… 

     

    Perché le persone fanno tutto questo, mamma?

     

    Sapendo che distruggeranno delle vite? 

     

    Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente.

     

    Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, dì a papà di essere forte. 

     

    Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare…Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva… 

     

    La mia respirazione si fa sempre più debole e incomincio ad avere veramente paura. 

     

    Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento così disperata… 

     

    Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre  sono sdraiata, qui,morente.

     

    Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene. Per questo… ti voglio bene e…addio. 

     

    Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all’incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole e il giornalista scriveva… Scioccato.
     

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